A poca distanza da Acireale, la Riviera dei Ciclopi ti mette subito davanti a uno dei panorami più caratteristici della costa etnea. I faraglioni di Aci Trezza, enormi blocchi di lava nera che spuntano dal mare, sono legati alla leggenda di Polifemo, che li avrebbe scagliati contro Ulisse durante la fuga. Mito a parte, l’effetto visivo è potente: queste torri naturali rompono la linea dell’orizzonte e trasformano qualunque giornata, anche la più tranquilla, in uno scenario carico di atmosfera.
Il borgo di Aci Trezza vive ancora del suo rapporto con la pesca. Nel piccolo porticciolo trovi le barche colorate, le reti stese al sole e un’aria di autenticità che non è una scenografia, ma quotidianità. Qui ha ambientato I Malavoglia Giovanni Verga, e il museo a lui dedicato racconta bene l’anima aspra e vera di questi luoghi. Un’uscita in barca è quasi obbligatoria: girare attorno ai faraglioni e raggiungere l’isola Lachea ti permette di vedere la costa da una prospettiva più cruda e diretta. La riserva naturale che circonda l’isola è perfetta per chi vuole fare snorkeling senza fronzoli e portare a casa foto che non hanno bisogno di filtri.
Pochi chilometri più a sud, Aci Castello si presenta con il suo castello normanno piantato su uno sperone di roccia lavica. L’edificio è essenziale, massiccio, e non pretende di piacere a tutti. Ma la vista dalla terrazza superiore è inequivocabile: da una parte l’Etna, dall’altra i faraglioni. Un contrasto netto che riassume l’identità di questo tratto di Sicilia.

